Cimitero-Ossario

La chiesa
 

Nel cimitero-ossario della Confraternita del Santissimo Nome di Dio, nel tempo, sono stati seppelliti tanti corpi, tra i quali proprio  quelli delle vittime della peste del 1656.
Tra tutti gli scheletri si riconosce proprio quello di monsignor Avila (morto di peste nell’anno 1656), i cui resti si  conservano benissimo: i paramenti  sacri appena scoloriti, i calzari, i bottoni, la cintura, il colletto bianco, la sottana violacea, il cappotto  nero, tutti oggetti confezionati  con materiale dell’epoca ancora, ben visibili e di notevole valore. 
Accanto a monsignor Avila sono presenti i resti mortali del vescovo Marco Lauro, segretario nel Concilio di Trento.