Oratorio

Oratorio

La chiesa 

Opere d’arte presenti nell’oratorio della Confraternita del SS. Nome di Dio

Entrando nell’oratorio, sulla parete a sinistra, si può ammirare un ovale che rappresenta sant’Andrea da Avellino, dipinto a Napoli nel 1782, assunto come particolare protettore della Confraternita, perché in quell’anno morirono molti confratelli, pur godendo ottimo stato di salute.
Nello stesso anno, furono dipinti, a Napoli, anche gli ovali dell’Addolorata e san Giuseppe che sono collocati sulla parete di fronte all’entrata dell’oratorio.
Sull’armadio, mobile fatto costruire nel 1770, vi sono due vetrinette di legno, restaurate, nel 2002, gratuitamente, dall’ I.P.S.I.A. “G. Bruno” di Campagna. In ciascuna delle teche vi sono due statue del Settecento: il Bambino e san Giovannino.
Sulla parete è collocato un quadro raffigurante il Cristo che benedice san Giovanni Battista. Il pittore probabilmente è Peccheneda.
Sulla parete soprastante il coro ligneo del 1754, fatto restaurate. gratuitamente, dagli alunni dell’I.P.S.I.A. “G, Bruno” di Campagna nell’anno 2006, al cui centro è collocato il posto del priore, vi è un dipinto, ad olio, raffigurante il Bambino Gesù.
A lato destro del Bambino, è posto il quadro di san Domenico, a sinistra, il quadro di san Tommaso. I due quadri ovali, dipinti su tavole in noce o quercia, risalgono alla fine del sec. XVII.
L’oratorio è ricco di pregiate opere: un reliquario cinquecentesco contenente un frammento della Spina Santa, del legno della Croce, una pietruzza del Santo Sepolcro, un filamento del lenzuolo della Sacra Sindone; un ostensorio con tronetto, opera realizzata a Napoli nel 1769: una statua del Settecento, rappresentante il Bambino Gesú, soprannominato dai campagnesi “Caporanniello”, perché i Confratelli lo espongono, il giorno di capodanno, sull’altare del Santissimo Nome di Dio, una statua del Settecento rappresentante San Giovanni. Tre statue di Angeli del Settecento.